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L’evoluzione del bagno: da luogo sociale a depositario dell’intimità

Aprire un rubinetto, usare uno spazzolino elettrico, radersi, fare una doccia… sono tutti gesti che accomunano il mondo occidentale, gesti dati spesso per scontati, nessuno infatti può immaginare un’esistenza senza l’acqua così accessibile, senza avere la propria comoda, bella, funzionale, stanza da bagno.

Piccola o grande, con la vasca o il box doccia, con doppio lavabo, o con una lavatrice in mezzo, poco importa, la stanza da bagno per l’uomo moderno è decisamente un luogo intimo, privato e soprattutto irrinunciabile. 

Ma come nasce il bagno? Almeno nella concezione moderna di luogo dove lavarsi e avere cura del proprio corpo?

Tutte le antiche civiltà usavano immergersi o farsi quella che potremmo definire l’antesignana della doccia, ovvero farsi versare addosso dell’acqua dai propri servitori. Dall’Egitto a Israele passando per la Mesopotamia tutte le popolazioni usavano bagnarsi, anche quelle precolombiane del Messico e quelle della Grecia arcaica, ma non per esigenze igieniche e sociali, come ora, ma soprattutto per motivi religiosi. Troviamo resti di camere da bagno nei palazzi di Cnosso, di Festo e di Tirinto; Omero narra nelle sue opere dei lavaggi dei suoi eroi che si concedono un bagno dopo una battaglia o di ospiti che vengono accolti, lavati, massaggiati e unti, un servizio degno delle spa più moderne. Per gli antichi Greci il lavarsi era decisamente un fatto di prestigio, anche perché il farlo richiedeva l’impiego di non pochi domestici, basti pensare al dover riempire e svuotare le grandi vasche, miscelare con sapienza l’acqua fredda con la calda, massaggiare e ungere il signore della casa, insomma un lavoro da schiavi, perciò riservato esclusivamente alle classi egemoni.

Per i greci dell’epoca classica, che avevano un vero culto del proprio corpo e della sua perfetta forma, il bagno doveva essere freddo, perché fortificava, soprattutto dopo un intenso allenamento. Per questo motivo nelle palestre e nei ginnasi i bagni avevano sempre uno spazio riservato. Il bagno caldo era praticato ma, come dire, non era decisamente virile, piuttosto riservato a un uso domestico e da parte delle donne, almeno secondo alcune antiche pitture presenti su vasi di ceramica giunte fino a noi, che mostrano donne che si lavano sotto acqua sgorgante da bocche di fontana, decisamente un antesignano della moderna doccia. Anche se biasimato dalle dottrine più severe dell’epoca classica, immergersi o bagnarsi con acqua calda in Grecia non andò mai in disuso, per quanto considerato un segno di mollezza, il piacere di un bagno caldo era e rimane decisamente indiscutibile.

Quello che infine diede al bagno tutta la sua grandiosa importanza, che oggi conosciamo grazie alla testimonianza scritta di Erodoto, fu l’introduzione delle forme più raffinate e più squisite del bagno a vapore e del bagno di sudore, a cui seguivano frizioni e massaggi, un vero e proprio bagno di piacere.

Essendo forma raffinata di piacere, i Romani non poterono far altro che adottarla, e diventarne i più fervidi amatori e divulgatori.

I Romani erano infatti soliti lavarsi parti del corpo quotidianamente e molte case avevano luoghi preposti proprio al lavarsi e ovviamente con acqua calda. Di questi antichi, ma funzionali bagni, ci racconta Seneca, che descrive bene il bagno di Scipione della villa di Literno, ma soprattutto possiamo ammirarli in alcune antiche case pompeiane.

Diventando ben  presto veri cultori del bagno caldo di vapore, i Romani portarono questo piacere anche in luoghi pubblici, costruendo quelle grandi terme che tutti ben conosciamo, e che diventarono per loro luogo d’incontro, di scambio e di socializzazione.

Verso la fine della repubblica romana, grazie alle innovazioni per riscaldare gli ambienti, ideate dall’ingegno di Sergio Orata e la loro realizzazione in base ai precetti di Vitruvio, le Terme diventano delle opere grandiose. Ne sono testimonianza le Terme Centrali di Pompei o quelle realizzate da Agrippa nel Campo Marzio, un modello talmente perfetto che i Romani dell’epoca imperiale lo portarono in tutto il loro territorio di conquista. Dopo Agrippa fu la volta di Traiano, di Domiziano, di Settimio Severo, di Costanzo, tanti furono gli imperatori che realizzarono grandi terme, tra cui emergono decisamente le Terme di Caracalla. Luoghi di piacere pubblico, le terme diventano per i gli imperatori un modo per emergere e distinguersi, e per questo dovevano essere immense e i splendide.

Con la caduta dell’impero romano e l’avanzare del cristianesimo, durante il Medioevo del bagno se ne faceva un uso molto morigerato, esclusivamente privato e spesso ad uso delle classi egemoni. Queste erano di fatto le uniche a potersi permettere sia la realizzazione nelle loro dimore di locali adatti, che del personale necessario per poter fare un bagno caldo con tutti i crismi.

Per fortuna il bagno di vapore sopravvisse grazie all’Oriente musulmano, che prese il modello terme per realizzare il bagno turco, che si divulgò attraverso i crociati anche nell’Europa cristiana e che ancor oggi è in largo uso.

Durante il Rinascimento si tornò a cercare soluzioni razionali per realizzare stanze da bagno funzionali, come dimostra Leonardo in diversi progetti idraulici, tra cui quello per realizzare la stanza da bagno di Isabella d’Aragona, con un impianto per miscelare l’acqua fredda con la calda, davvero un salto nel futuro.

Dati i costi elevati dei materiali, la stanza da bagno privata restava ad esclusivo uso dei nobili e delle corti. Fu solo nell’ottocento che in Europa si  capì l’importanza dell’acqua per le pratiche igieniche e si tornò a realizzare bagni pubblici, inoltre prese piede il bagno a domicilio. Durante il 19° secolo, grazie alla nuova rete idrica e a più semplici modi per scaldare l’acqua, come le caldaie a legna e carbone, la stanza da bagno finalmente diventò un ambiente domestico alla portata di più persone, e dal secolo scorso è addirittura inimmaginabile un’abitazione priva di questa stanza.  

Oggi il bagno è davvero il luogo intimo per antonomasia, anche se il piacere dell’acqua calda sul corpo è innegabile ora come in epoca romana. Un piacere a cui è possibile dare una connotazione unica, realizzando bagni con spazi davvero funzionali, come i moderni Box doccia e i Piatti Doccia in acciaio inox, ma anche unici, eleganti, raffinati e vivaci grazie a materiali più duttili, che rendono possibili Pedane in legno o rivestite di originali ceramiche, e alla portata del grande pubblico.